Restare in mutande o – addirittura – senza mutande è un’espressione, molto diffusa, per dire di essere rimasti al verde, senza soldi o metaforicamente nudi. Si rimane in mutande o senza mutande, infatti, quando non si ha più nulla da togliersi, di cui privarsi. Oggi sta diventando un modo, fuori da ogni metafora, per diventare protagonisti. Farlo in pubblico, nonostante tutto, ha ancora effetto e riesce ad attirare l’attenzione tanto da essere usato come strumento di protesta (diffusa tra gli animalisti) o per lanciare messaggi forti come nel caso degli ideatori della No Pants Subway Ride in programma per il 2011 domenica 9 gennaio nella metropolitana di New York e in altre grandi città del mondo. Molto probabilmente avrà pensato questo Angelica Livraghi, una delle protagoniste dell’11a edizione del Grande Fratello, presentandosi nel confessionale e dunque davanti all’occhio del Big Brother e di qualche milione di telespettatori che in quel momento stavano seguendo le vicende della “casa”, senza biancheria intima, “senza mutande” appunto!
A qualcuno, o ad un primo superficiale approccio all’episodio, la cosa potrà sembrare minima rispetto ad altri espedienti come strip improvvisati, docce hot, il sesso più o meno esplicito in diretta (o quasi), che in questi undici anni ha visto protagonisti altri concorrenti nei reality di mezzo mondo. Ed è vero. Ma qui c’è di più. La vera novità, rispetto al passato, quando un episodio del genere è capitato (più o meno volutamente) in pubblico: in uno studio televisivo, su una passerella o un red carpet, finanche per strada con la trovata dell’assvertising (il gesto di alzarsi la gonna e mostrare gli slip con stampati sopra un logo o un messaggio pubblicitario, iniziato da Kodak nel 2005), è la disintermediazione. Da una parte la protagonista, in questo caso Angelica Livraghi e dall’altra il telespettatore. È il contesto e la scelta del mezzo che fa la differenza. Farlo in pubblico ha un valore di protesta, di contestazione, di scandalo ma non ha lo stesso impatto che farlo davanti all’occhio di una telecamera e non per un film hard ma sapendo che dall’altra parte c’è si una moltitudine ma l’interlocutore è un singolo. Praticamente… “te la metto in faccia ma pubblicamente!”: una roba che risponde alla legge di McLuhan in cui il mezzo diviene il messaggio e dunque diviene dirompente. L’effetto è stato allo stesso tempo personale e condiviso da milioni di altre persone. Come se un lettore del telegiornale per qualche secondo utilizzasse la diretta per dire quello che vuole: tutti se ne ricorderebbero il contenuto e ne parlerebbero. Il video subito diffuso su YouTube, ma poi rimosso “per violazione del copyright”, in poche ore è stato visto da oltre 60mila persone senza contare le centinaia di migliaia di commenti e le immagini che ancora girano in Rete. Senza dubbio una delle notizie più cliccate negli ultimi giorni. Angelica Livraghi, a suo modo, resterà nella storia del Grande Fratello e della Tv: obiettivo raggiunto! La gran parte dei siti che hanno riportato o commentato la notizia non hanno infierito contro la giovane concorrente scrivendo che aveva “dimenticato di indossare gli slip”. Ognuno è libero di credere ciò che vuole e qui non voglio passare per colpevolista, ma concedetemi il beneficio del dubbio. Non volendo contabilizzare la prima edizione del noto reality show in cui eravamo meno smaliziati, o almeno lo sono stati i concorrenti fin quando non sono usciti dalla casa e si son potuti rendere conto delle dinamiche mediatiche che accompagnano lo show, dalla seconda edizione ognuno degli inquilini della casa era ben consapevole delle potenzialità di sedersi nel confessionale e avere, per qualche minuto l’occhio del Grande Fratello tutto per se, sapendo di essere seguiti da milioni di persone e di poter restare, attraverso il web, nel più grande archivio collettivo per sempre.
Che alcune donne (e forse qualche maschietto) dello spettacolo vanno in tv o in occasione di grandi eventi pubblici senza biancheria intima consapevolmente è cosa che si ripete da che esiste il mondo dello showbiz e più recentemente il piccolo schermo. Una scelta dettata da varie ragioni, da quelle scaramantiche (si dice che porti fortuna) a quelle di marketing (è una cosa che, seppur discutibile, fa parlare di se…) o semplicemente per suscitare quel voyeurismo necessario ad alimentare la macchina del gossip. Fino al 28 dicembre scorso, dunque, essere ripresa “senza mutande” per una donna del mondo dello spettacolo era una casualità, magari auspicata, cercata, ma comunque non programmata. Da qualche giorno potrebbe diventare un nuovo espediente per farsi notare, far parlare di se. E dopo? Cosa ci inventeremo? Quando si arriva ad utilizzare il proprio corpo come strumento “mediatico” non c’è più limite che tenga. Ma questa non è una novità!!! Siamo passati dal restare senza mutande come metafora … al voler stare senza mutande per attirare l’attenzione su di noi.
Una ventina di anni fa, Barbara Duden, in un bellissimo libro Il corpo della donna come luogo pubblico, parlando del corpo delle donne affermava: “Viviamo in un mondo sotto vetro, nel quale è reale solo ciò che ci viene mostrato”.